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Quando ero bambino, era la normalità sentir dire che la carne rossa facesse bene. Ricca di ferro, “fa sangue”, rappresentava un indotto proteico ritenuto assolutamente sano.

Eppure dopo un paio d’anni di rivolte digitali, contenuti virali (molti dei quali assolutamente non attendibili) ed editoriali contro il consumo della carne, nel 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di annoverare carni rosse e salumi tra gli alimenti responsabili dell’insorgenza di patologie tumorali e similari.

Nelle tabelle Dell’Iarc (Agenzia Internazionale ricerca cancro) insaccati, fumo e amianto, avrebbero praticamente la stessa incidenza.

 

 

Non analizzeremo l’aspetto etico/morale che spinge gli individui (in netto aumento) a non consumare proteine animali.

Io stesso da qualche anno a questa parte ho ridotto in modo considerevole il consumo di carni rosse e bianche, più per motivi etici che nutrizionali.

Ognuno ha il diritto di prendere delle decisioni sul proprio stile di vita senza doversi giustificare fintanto non leda la libertà altrui.

Ma la carne rossa, da un punto di vista prettamente alimentare, è davvero causa di cancro e tumore?

 

 

CACCIA AGLI INSACCATI

 

Questa è una distinzione che spesso non viene riportata, ma l’OMS ha dichiarato possibilmente dannosi insaccati e lavorati. Dunque nel mirino ci sarebbero i salumi, i würstel, le salsicce, pancetta, mortadella…

 

 

Non si afferma che la carne rossa faccia male, bensì i lavorati.

Questo perchè spesso abbiamo di fronte prodotti che hanno subito processi di affumicatura, salatura, o mischiati a conservanti e additivi che sviluppano composti cancerogeni.

La carne rossa (manzo, maiale, cavallo, capra) è indicata come “possibile” causa di patologie, sempre che se ne faccia un uso smodato.

È bene preferire tagli più magri (noce, girello…) evitare parti troppo grasse e cotture alla brace (lo so che non vorreste sentirvi dire che il barbecue è cattivo)

Alla fine di ogni considerazione, è sempre la misura a determinare la salubrità o la pericolosità di qualcosa. Un bicchiere di vino con gli amici nel weekend non può arrecare danni, diversamente dal consumo giornaliero di alcolici e superalcolici.

Consumare fino a 3 porzioni settimanali di carne rossa (500 gr circa totali) non è ritenuto pericoloso dall’OMS. É oltre queste quantità che si favorisce l’insorgenza di patologie al colon o al retto.

 

 

IL BARBECUE

Un altro elemento che gioca a sfavore sono le temperature di cottura. Sono infatti le cotture veloci alla brace o a fiamma molto alta che producono altri composti cancerogeni per le pareti intestinali.

 

 

Le cotture a temperature modeste e prolungate rispettano i nutrienti e rendono la carne digeribile.

Naturalmente le si preferisce sempre la carne bianca o il pesce per valori nutrizionali, ma si sa, mangiare è anche una questione di gusti.

 

 

IN CONCLUSIONE

 

Si può mangiare ? SI

Fa male? No  ma anche SI
se non assunta con moderazione e in una dieta varia ed equilibrata

Si può eliminare dalla dieta? SI

Esistono delle proteine che possono sostituire ma è bene puntualizzare che i contenuti di ferro, vitamina B sono più elevati rispetto ad altri alimenti.

 

Esistono numerosi atleti olimpici, detentori di primati e record, che seguono una dieta puramente vegana. Altri che consumano regolarmente carni rosse. La scelta è vostra. L’importante è che capiate che l’allenamento richiede energie diverse rispetto ad una vita sedentaria.

 

Sta ad ognuno di noi decidere da dove fare rifornimento.

 

A cura di Nazareno B.