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Fare palestra, mangiare bene, riposare il giusto. Spesso sono viste come azioni da intraprendere per correggere e rimediare. 

In realtà uno stile di vita sano garantisce una salute psicofisica nel presente e nel futuro. 

È troppo faticoso e impegnativo tuttavia mantenere uno stile di vita sano, dunque ecco che molte persone – in particolar modo le donne, sempre alla ricerca di un fisico appagante e preda ideale della pubblicità – ricorrono a soluzioni last-minute o peggio dal risultato “miracoloso” per dimagrire. 

perdere peso in pochissimi giorni, dimagrire senza rinunciare al cibo, pillole magiche e creme snellenti, fino ai macchinari Hi-tech che compiono tutto lo sforzo a vantaggio della persona che passivamente beneficerebbe di tutti i vantaggi.

Inutile sottolineare che tutto quanto detto appartenga alla fantascienza, e nessuno meglio di Monica può raccontarci quanto è importante comprendere fino in fondo i vantaggi di una vita sana e attiva, al di là del dimagrire o della velocità in cui ci si riesca. Certo, ci vuole tempo, ma a pensarci bene, non è forse lentamente che il nostro corpo mette in atto processi naturali come crescere, guarire…. e dimagrire? 

Ciao Monica. Ci presenti l’altra Monica, quella che non ha mai incontrato Happy Gym?

Monica prima di Happy Gym era una neomamma (di Azzurra, una bimba appassionata alla ginnastica artistica grazie alla mamma, ndr) che faceva tutto tranne che muoversi. Lo sport non esisteva nella mia giornata tipo che era invece ricca di ozio. 

Tra la gravidanza, il fatto che non lavorassi e l’assenza di un piano alimentare ho preso 30 kg senza accorgermene. 

E poi?

Poi non so bene cosa sia successo. È scattato qualcosa. Di sicuro ero stanca di essere l’obesa della situazione, sentivo il desiderio di dimagrire soprattutto perché da ragazzina ero una nuotatrice e proprio non mi riconoscevo dentro quel corpo. 

Così dal nulla un giorno mi sono alzata e sono entrata in questa piccola palestra vicino al mio negozio…ed è cambiata la mia vita. 

Monica da ragazzina era sportiva?

Monica era sportiva si! 

Nessuno in famiglia è mai stato sportivo ma mia madre a 6 anni mi ha chiesto cosa volessi fare e io scelsi il nuoto. Ho nuotato fino ai 15 anni, anche a livello agonistico. Poi l’adolescenza, il liceo, mi hanno allontanato dall’attività fisica completamente. Negli anni me ne sono pentita ma a quell’età non sai bene cosa vuoi. 

Come hai scoperto Happy Gym?

In realtà il merito è della mia dentista che mi ha invitata a provare. 

Mi ha descritto un ambiente carino fatto di persone gentili.
Io ero intimorita e in imbarazzo, non ero per niente sicura di poter fare attività in palestra. L’aspetto fisico mi creava disagio. Probabilmente avrei mollato subito se entrando avessi trovato persone palestrate, un ambiente “fanatico”, se mi fossi sentita emarginata o non all’altezza. Invece la gente è stata una sorpresa. Dalla prima all’ultima lezione mi sono sentita incitata, sia dagli istruttori che dagli altri utenti. 

Come è stato il tuo percorso fino ai risultati di oggi?

Per i primi sei mesi facevo due allenamenti settimanali e avevo ridotto le quantità di cibo durante i pasti, nessun altro particolare accorgimento. Cominciavo a dimagrire ma nulla di eclatante. L’importante era iniziare da qualche cosa. Dopo i primi sei mesi che sono stati di spinta e di piccoli successi ho iniziato ad allenarmi ogni giorno e mi sono rivolta ad un nutrizionista per una dieta bilanciata. 

All’inizio ero convinta come tutti che bastasse la palestra. Poi ho realizzato che per perdere peso bisogna “allenarsi” a tavola. Questo è quello che vorrei far capire a tanta gente, che magari si massacra in palestra ma non mangia correttamente.

Cosa ne pensi del percorso iniziale Happy Gym? 

Le persone non vengono lanciate all’interno dei corsi. È un percorso lento ma cordiale.

Gli aspetti migliori di questi anni Happy?

Il dimagrimento sicuramente! 

Poi la massa muscolare che ho scoperto di avere (ride) 

Gli amici! Tanti amici che ho conosciuto. 

Poi sicuramente la sicurezza in me stessa, un po’ di autostima. Non mi guardo più allo specchio girandomi dall’altra parte ma mi concedo uno sguardo in più. Non sono ancora al top della mia forma, ma vedo un’altra Monica.

E poi… poi ho trovato voi, ti pare poco?  

Un’altra Monica nell’aspetto?

Un’altra Monica in tutto. Non parlo solo dell’aspetto sportivo. Quello è ovvio, se consideri che non mi muovevo è ovvio che nello sforzo atletico sia diversa.  

Parlo di tutti gli aspetti della mia vita. Nel mio ruolo di mamma, nelle relazioni con gli amici. Sono visibilmente più allegra, meno nervosa. Posso fare cose che prima non potevo, anche semplicemente aiutare mia madre con la spesa rappresenta una soddisfazione. So che sembrano banalità, ma quando una ragazza di 29 anni si ritrova a pesare 90 chili, riscoprirsi in appena tre anni nelle condizioni di poter fare tutto con naturalezza è una cosa notevole. Non si può descrivere a parole.

Chi si è accorto che qualcosa stava cambiando?

Penso i miei genitori. Mia madre all’inizio era preoccupata, vedeva la mia dieta come un’ossessione e non capiva. Poi ha capito e ha visto i risultati. 

Mentre alcune amiche non hanno colto i risultati, hanno provato a farmi desistere. Forse un pizzico di sfiducia o chissà…non me ne sono curata, ho deciso di ignorarle. 

Chi mi vuole bene lo sa, ho troppa paura di tornare indietro. La paura di aver fatto sacrifici inutili e perdere tutto. Anche per questo quando non mi alleno con regolarità sto ancora più attenta all’alimentazione. Se esagero con i pasti, so che devo limitarmi nei pasti successivi e sento il bisogno di allenarmi per ristabilire l’equilibrio. 

Giochiamo: incontri per strada la Monica di 3 anni fa, cosa le dici? 

Svegliati! Non sei tu. Basta. Il cibo non è l’unica cosa a cui puoi aggrapparti. 

Io ho fatto questo errore, più mangiavo e più volevo mangiare. Non mi rendevo conto di cosa mi stavo facendo. 

Secondo te quali sono le cose che frenano una donna nell’entrare in palestra?

Se prendo ad esempio la vecchia Monica, probabilmente la prima scusa che una donna utilizza anche con se stessa è “non ho tempo”.

Non sono in grado, non fa per me, non sono un uomo e non voglio i muscoli. Queste sono le cose banali che si dicono.

Magari fanno una corsetta convinte che basti, o magari neanche quella.

Il tempo si trova, come lo si trova per acquistare un paio di scarpe. Meglio mezz’ora al giorno che niente. Ci si può allenare anche a casa, è sempre meglio che non fare assolutamente nulla. 

Ringraziamo Monica per il tempo che ci ha dedicati per condividere con noi la sua esperienza e per la simpatia dimostrata nel corso dell’intervista. 

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