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Lo ripetiamo spesso.
Il nemico numero uno di chi vuole fare attività fisica è la PIGRIZIA.
Nient’altro.
Solo quella sgradevole sensazione di non voler faticare.

Capita a tutti di trovarsi in momenti in cui la stanchezza ci induce a non andare all’allenamento. Altre volte quella stessa pigrizia ci spinge a non completare le ripetizioni previste, le serie necessarie a concludere in modo efficace un protocollo di allenamento.

Perchè un protocollo, che sia tabata, amrap, progressivo, circuito a tempo, se strutturato da un tecnico capace, soddisfa l’obiettivo prefissato solo se eseguito nei tempi previsti e nelle modalità previste.

Ci sono allenamenti che mirano ad allenare la resistenza, altri la forza, altri ancora la sola potenza esplosiva, altri un po’ tutto. È la combinazione del protocollo, degli esercizi scelti e del peso degli attrezzi utilizzati.

Per questo motivo ogni allenamento è un’esperienza a sé, che non sempre e non necessariamente va relazionata a quella di altre discipline o modalità di allenamento della stessa disciplina.

 

l'allenamento non serve

 

RISULTATI E ALLENAMENTO

Capita spesso che si parli di mancati risultati, obiettivi disattesi.
Il risultato finale è sempre frutto dell’applicazione costante e profonda ad ogni seduta di allenamento, ma soprattutto alla sequenza di allenamenti adottati.

Un esempio molto semplice è banale è la non progressività; se ci allenassimo sempre con la stessa frequenza settimanale, sempre con la stessa disciplina e sempre con gli stessi esercizi/carichi, lo stimolo muscolare verrebbe “memorizzato” dal nostro corpo che nell’arco di pochi giorni ne ottimizzerebbe sia l’esecuzione tecnica (schemi motori semplici o complessi), sia il dispendio energetico, quindi il richiamo di calorie necessarie a portare a termine l’allenamento.

Il tutto si tradurrebbe in evidenti risultati nel primissimo periodo e una fastidiosa stasi nel secondo periodo.

Il corpo infatti smetterebbe di migliorare, riattivandosi per conservare lo status fisico.

 

PER ALLENAMENTO SI INTENDE

“l’insieme delle tecniche che consentono ad un individuo la realizzazione massima del suo potenziale genetico attraverso l’apprendimento di una corretta gestualità e la razionale ripetizione di esercitazioni mirate a modificare l’equilibrio organico individuale per il ripristino di un livello di efficienza superiore”.(Verjoshansky).

Modificare l’equilibrio organico.

Queste tre parole sono la chiave per capire il reale processo fisiologico che c’è sotto la parola ALLENAMENTO.

 

allenamento

 

Il nostro organismo cambia a seconda degli stimoli che riceve dall’esterno. Tali stimoli prendono il nome di “stress” e generano modifiche di adattamento nel nostro organismo.

Se non stressiamo i muscoli, se non usciamo dalla nostra area di comfort, se non sperimentiamo nuovi stimoli con la necessaria apertura mentale per apprezzarne le ragioni, finiremo per eseguire un enorme volume di allenamenti e ottenere risultati molto modesti.

Inutile sottolineare gli effetti disastrosi su autostima e convinzioni.

Qualsiasi sia l’obiettivo che ci eravamo posti, dimagrire, tonificare o scolpire, è la progressione a generare disagio, è il cambiamento a modificare l’equilibrio.

Ed è questo lo scenario in cui il nostro corpo persegue il “suo massimo potenziale genetico”.

 

L’OMEOSTASI

La condizione di equilibrio in cui si trova quotidianamente il nostro organismo è detta omeostasi.
Il corpo umano è in grado di sopravvivere in omeostasi all’infinito, attivando la modalità “risparmio energetico”. Lo stress generato da un nuovo carico, un nuovo allenamento o una frequenza di allenamento maggiore rispetto alla settimana precedente, attiva involontariamente tutte le risposte fisiologiche del corpo, come ad esempio la reazione metabolica, per ristabilire al più presto un nuovo equilibrio conservativo, una nuova omeostasi.

In questo caso più forte, più sana, più utile ai nostri obiettivi.

Ecco cos’è dunque l’allenamento. Oltre a rappresentare il vostro momento, la vostra ora di sfogo, un’occasione di socializzare e divertirvi, di curare relazioni che arricchiscono la vostra vita, l’allenamento è un virus per l’organismo. Un’infezione che lo costringe ad attivarsi per ripristinare velocemente la normalità.

Quando un granello di sabbia si insinua nell’ostrica, questa per limitare l’infezione data dall’ospite indesiderato, produce una sostanza che prende il nome di madreperla. Una delle materie più pure e preziose nasce da uno stimolo doloroso, uno stress esterno.

 

 

RIASSUMENDO…

 Ognuno di noi persiste in uno stato di OMEOSTASI.
 Introducendo uno STIMOLO ALLENANTE (tale nel momento in cui genera reale stress) si altera l’omeostasi fisiologica.
 L’organismo reagisce e risponde con AGGIUSTAMENTI immediati ed effimeri (ad esempio l’aumento del battito cardiaco) e in seguito al riposo post allenamento con ADATTAMENTI più duraturi nel tempo(ad esempio l’abbassamento del battito cardiaco a riposo o l’aumento del volume muscolare)
 Gli adattamenti costituiscono il miglioramento raggiunto e genereranno una NUOVA OMEOSTASI.

Per questo motivo vi invitiamo a sperimentare la multidisciplinarità, a variare progressivamente sia la vostra frequenza settimanale, sia i carichi utilizzati.
Se l’allenamento non vi “stressa” non è uno stimolo allenante adeguato.

Una buona tecnica vi consentirà di aumentare i carichi senza rischiare infortuni, per cui il tempo speso a ripetere gli esercizi fino a pulirne l’esecuzione non è mai tempo perso.

Alle volte va preferita la quantità, altre la qualità. In alcuni momenti è bene aumentare il volume degli allenamenti, in altri è necessario concentrarsi su pochi esercizi ma mirati.

E se vuoi eludere il pressing della pigrizia, concentrati sulla sensazione appagante che sicuramente provi sotto la doccia dopo un allenamento particolarmente impegnativo