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Ho trascorso molti anni a contatto con bambini e ragazzi, sia in ambito scolastico che sportivo, e ho potuto constatare che il bullismo è una realtà che si manifesta con sfumature e intensità diverse, a volte difficile da riconoscere chiaramente. Ma esiste, è reale e va contrastato con ogni mezzo, perchè genera danni che spesso si manifestano a distanza di così tanti anni che diventa difficile ricondurli alla reale causa.

 

 

È una caratteristica di tutti gli ambienti in cui vi sia aggregazione sociale. Laddove più soggetti, anche bambini, si riuniscono, emergono personalità differenti. Alcune dominanti, altre passive e remissive. Si creano sottogruppi nel gruppo, e spesso il fenomeno sfocia in atteggiamenti oppressivi.

 

 

NELLO SPORT

 

Avviene anche nello sport.

Seppure le logiche stesse dello sport tendano a ridimensionare questi fenomeni.

Lo sport è principalmente disciplina, etica, regole condivise. C’è sempre un codice e ci sono sempre delle figure di riferimento che controllano e guidano un team.

Certe volte però, l’ingerenza dei genitori, o un atteggiamento poco disciplinato degli istruttori, lasciano spazio alla sviluppo di comportamenti assolutamente evitabili.

Non passa giorno senza che la televisione o i media web ci raccontino un nuovo episodio di bullismo,  atti di crudeltà, abusi, prepotenze da strada verso qualcuno più debole o indifeso o peggio, “social-mente” emarginato.

 

I nostri ragazzi  sono vulnerabili e influenzabili e noi adulti dobbiamo dare loro il buon esempio trasmettendo il rispetto. Lo sport porta con sé il rispetto delle regole, dei compagni e degli avversari, cosa molto difficile perchè comprende il rispetto verso coloro che la pensano in modo diverso da noi.

 

Questo è ciò che è emerso il 4 maggio scorso a Savona ad un convegno durante il quale si è parlato di sport e di bullismo.

Sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, fatta di concetti semplici ma assolutamente esaustivi.

 

 

L’IMPORTANZA DELL’ALLENATORE

 

In questi ultimi 17 anni mi sono dedicata all’insegnamento della ginnastica artistica con passione e dedizione. Ho potuto constatare sul campo come lo sport educhi al rispetto delle regole anche al di fuori del contesto sportivo, al controllo delle emozioni negative, al rispetto di avversari, compagni di squadra, allenatori, giudici, genitori.

Abbiamo analizzato tutti i benefici dello sport nei bambini in questo articolo

Anche i bambini apparentemente più indisciplinati subiscono l’effetto positivo dell’ambiente circostante se questo è sano.

In qualità di ex-atleta so come e quanto lo sport  insegni a capire se stessi e i propri compagni di squadra. L’auto-disciplina è un ingrediente fondamentale nella ginnastica artistica ed è diventata altrettanto determinante nella mia vita e nel mio ruolo di insegnante e madre.

La ginnastica artistica mi ha insegnato ad affrontare le mie paure e le mie incertezze, a controllare stati emotivi pericolosi come la rabbia. Ho imparato a tollerare e gestire gli atteggiamenti provocatori degli altri che possono trasformarsi in atteggiamenti antisociali e che rientrano nella definizione di “Bullismo”.  

Senza una buona guida familiare e sportiva – l’allenatore è spesso un punto di riferimento fondamentale – i bambini possono subire comportamenti violenti e da questi sviluppare in risposta comportamenti negativi e di isolamento.

Non è semplice ricoprire il ruolo di allenatore. Non basta conoscere una disciplina nell’aspetto tecnico. Bisogna realizzare di essere un punto di riferimento per tutti i bambini e ciò richiede un comportamento equo, giusto, maturo.

 

 

E I GENITORI ?

 

Durante lo stesso convegno è emerso poi che alcuni atteggiamenti da bulli riscontrati nei giovani, sono da attribuire proprio ai genitori che troppo spesso rinunciano ad educare i figli, per stanchezza o perchè non sanno come gestire alcune situazioni.

Capita spesso che i genitori diano dimostrazioni negative ai propri figli non rispettando ruoli o autorità.

Contrastare apertamente le scelte disciplinari o un voto di un insegnante, manifestare rabbia verso le autorità in presenza dei figli, contestare con linguaggio violento la decisione di un arbitro durante una manifestazione sportiva, redarguire l’allenatore per non aver reso sufficientemente protagonista il proprio figlio, sono tutte azioni che possono generare comportamenti indesiderati nei bambini.

Al genitore il compito di educare ma anche di imparare a fare un passo indietro laddove un professionista (un insegnante, un arbitro o un allenatore) cerca di svolgere il suo lavoro al meglio, anche se questo comporta decisioni o azioni non condivise.

Al genitore l’incarico di sostenere i propri figli nella vittoria e nella sconfitta ed essere presenti nelle difficoltà, all’insegnante quello di mostrargli la strada giusta, sana e rispettosa per raggiungere il risultato.

Il bullismo è il prodotto di una relazione famiglia – scuola – società che non c’è. Uno scollamento che se risolto, aiuterebbe a prevenire molte di quelle vicende tristi che ogni giorno arricchiscono tristemente la cronaca.

 

 

A cura di Isabella A.

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DICONO DI NOI


Il pass ospite è davvero un’ottima idea.

Serve a creare un contatto con la palestra senza che ci si senta impegnati. Ho avuto modo di conoscere istruttori e discipline e di capire giorno dopo giorno se fosse davvero ciò che volevo.
Ben presto la sensazione che non sia impegnativo lascia spazio al desiderio di non mancare mai, finchè non si riesce più a farne a meno.

> ARTURO G.

DICONO DI NOI


Se ripenso a quante volte ho sottoscritto abbonamenti in palestra per poi smettere di frequentare dopo qualche settimana! Annuali su annuali, attratta da offerte convenienti, per poi scoprire che i corsi non facevano per me o non ero a mio agio con gli altri clienti.

Per me Happy Gym è stata una sorpresa sotto ogni punto di vista. Soprattutto per la mia applicazione verso lo sport. Non lo avrei mai creduto possibile!

> VALERIA S.

DICONO DI NOI


Quando mi hanno proposto il periodo di prova strutturato su due settimane ho capito immediatamente la differenza tra Happy Gym e altre palestre. Per la prima volta non mi hanno parlato di offerte, convenienza, “approfittane!”.

Mi hanno invitato a scoprire più possibile dell’organizzazione, del palinsesto e delle persone, prima di impegnarmi in qualsiasi forma di abbonamento. Neanche per un attimo mi sono sentita sotto pressione.

> MARTINA B.

DICONO DI NOI


In passato ho provato parecchie palestre e circoli, approfittando della prova gratuita. Puntualmente non tornavo. Oggi so perchè. Non basta un giorno per valutare un ambiente fatto di tante cose, tutte importanti. Probabilmente oggi darei una possibilità in più anche ad altre palestre che ho abbandonato. Peccato che non credo che lascerò mai la mia Happy Gym!!

> LUCA D.

DICONO DI NOI


Non avevo ancora trovato un posto che avesse a cuore le mie esigenze. Soprattutto non avevo ancora trovato un posto che non mi proponesse il solito scontato annuale.

Qui hanno voluto sapere tutto di me, abitudini giornalieri, famiglia, hobby, lavoro, gusti e abitudini alimentari ed esperienze sportive passate. Mi hanno messo alla prova, mi hanno “smontato” parecchie convinzioni sulle mie capacità ma senza mai mettermi a disagio e mi hanno portato al livello degli altri utenti in poche settimane.
Mai vista così tanta cura verso una persona al suo primo giorno. Mi hanno affidato ad un tutor che ha lavorato solo con me per oltre un’ora. Il periodo di prova intero mi ha permesso di inserirmi senza infortuni e senza vergogne.

> Alessia C.

DICONO DI NOI


Questo metodo che non avevo mai visto da nessun’altra parte all’inizio mi ha fatto storcere il naso.
Venivo da un’altra palestra, sapevo esattamente cosa volevo fare. Almeno così credevo. Ho deciso di dargli una possibilità e mi hanno fatto ricredere fin dal primo allenamento.
Ho capito l’importanza di un percorso così. Impedisce l’ingresso ai perditempo e rende l’ambiente e le lezioni esperienze gradevoli. Non esiste sovraffollamento e il clima è splendido.

> Paola A.

IL PRIMO ALLENAMENTO È IL PIÙ DIFFICILE

Richiede volontà prima, sforzo poi. Ma quando lo avrai terminato comincerai a percepirne i benefici.

Nelle ore subito seguenti l’allenamento sentirai nuova energia e un pizzico di adrenalina che ti daranno forza, la notte sarà caratterizzata da un sonno profondo e ristoratore.

Nei giorni a seguire invece potresti patire qualche dolore muscolare, tipico di un allenamento eseguito dopo un lungo stop. Nulla di cui preoccuparsi, tutt’altro. Saranno il segnale che hai rimesso in moto gli ingranaggi e che sei sulla strada giusta. I tuoi muscoli e tutto il corpo te ne saranno grati.

Dopo il secondo, il terzo e il quarto allenamento, ti renderai conto che i risultati sono già sotto gli occhi di tutti, o allo specchio. Buonumore, sorriso, energia nuova per affrontare lavoro e famiglia, reattività e maggiore resistenza agli allenamenti.

A quel punto non avrai più ripensamenti.

Compila adesso il modulo in basso è avrai compiuto il primo passo per dire addio alla pigrizia che ti ha frenato fino ad oggi.
Inizia adesso il tuo cambiamento, per diventare una versione migliore di te.

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